Riflessioni sul Cancrismo

dal blog “Nuova Eden”

martedì 8 ottobre 2019

Oggi vorrei affrontare con voi un altro tema molto delicato, ma un tema che a me sta molto a cuore.

Vorrei fare in questa sede una dovuta riflessione in merito al recente dilagare in rete della cosiddetta teoria del “Cancrismo”.

Premetto che non ho ancora avuto modo di leggere il libro “Il Cancro del Pianeta”, né l’altro suo seguito. Tuttavia ho avuto modo di confrontarmi diverse volte sul web con il suo autore, Bruno Sebastiani, ormai considerato il principale esponente qui in Italia di questa teoria.

In questo post quindi non parlerò del libro, che io non ho letto, ma parlerò di ciò che ho avuto modo di capire e di conoscere attraverso l’autore stesso e le altre persone che hanno velocemente aderito a questa teoria. La riflessione che voglio fare (e le conseguenti critiche) dunque, hanno a che vedere più che altro con l’atteggiamento di chi aderisce al Cancrismo, con il suo punto di vista e con ciò che ho appreso interagendo con i sostenitori di tale teoria e leggendo articoli e scritti reperibili in rete.

Non vi è certo nulla da questionare su molte delle cose che si possono trovare nei libri e negli scritti di Bruno Sebastiani, né tanto meno si può obbiettare sui dati da lui raccolti a sostegno della sua tesi.

D’altronde in questo blog scrissi anche io tempo fa un articolo sull’argomento e non si può certo negare la profonda influenza negativa che l’essere umano ha avuto e sta avendo sul pianeta. In questo blog si possono trovare un sacco di informazioni in merito e per questo non mi ripeterò qui, chi segue il blog può già avere un idea di quali siano le catastrofiche conseguenze che l’uomo ha avuto sul pianeta.

Ma dato che questo blog si occupa anche della dimensione spirituale dell’esistenza e di filosofia, oltre che di scienza, è mio preciso dovere mettere qualche puntino sulle i riguardo alla posizione del Cancrismo, che io autore non mi sento di sposare totalmente, per i motivi che spiegherò di seguito.

In sostanza, il Cancrismo fa una similitudine fra il comportamento dell’essere umano e quello di una cellula tumorale e da qui va oltre ed arriva ad affermare che l’esistenza stessa dell’essere umano sia un tragico “errore” della natura, un incidente di percorso che quasi non poteva essere evitato e che inevitabilmente ci condurrà alla distruzione e alla completa devastazione del “corpo” che ci ospita, ovvero del nostro pianeta Terra.

Partendo da un accurata analisi storica e scientifica si arriva fino all’affermare che ciò che in realtà ha reso l’uomo “un cancro” non è altro che il suo cervello con il suo abnorme sviluppo.

Da qui si arriva a dedurre e ad affermare che l’intelligenza stessa e la capacità di astrazione che ne deriva siano in realtà un male vero e proprio, e non un beneficio o un qualcosa di cui essere grati o per cui sentirsi “privilegiati”.

Però c’è qualcosa in tutto questo che non torna e che fa storcere il naso a chi, come me, è giunto a conclusioni diverse forse spinto anche da ideali diversi e da un diverso punto di vista.

Proverò ad elencare di seguito alcuni punti su cui vorrei che tutti riflettessero.

1) LA MISANTROPIA E’ UN PUNTO DI VISTA RISPETTABILE, MA COMUNQUE LIMITATO

Basti pensare che buona parte dei sostenitori della suddetta teoria sono noti o si sono dichiarati loro stessi come dei misantropi. Una persona che si lascia trascinare da pensieri misantropi (ovvero di odio/disprezzo verso il genere umano) è anche logico che si lasci attrarre da teorie come queste e ci pensi ben poco su prima di accettarle quasi passivamente.

Confesso che anche io sono stato attraversato molte volte da questi pensieri, spinto più che altro dalla rabbia e dal disprezzo che nutro verso gli esseri umani, soprattutto per il loro comportamento e per il loro poco rispetto verso ciò che li circonda; però non ritengo giusto lasciare che simili pensieri pilotino la nostra visione dell’Universo spingendoci verso un punto di vista che, per quanto rispettabile, rimane comunque limitato.

Non conosco di persona il signor Sebastiani, ma voglio credere nella sua buonafede… quello di cui dubito è la buonafede di molti sostenitori. Infatti sto notando come questa teoria attragga le persone che, per qualche motivo, si sentono frustrate, deluse e arrabbiate verso gli esseri umani in genere e leggere i commenti che queste persone fanno sulle pagine social è più che sufficiente per farsene un idea.

Molti nemmeno hanno capito a fondo ciò che la teoria dice e forse neanche hanno letto il libro, però l’idea che l’essere umano sia un errore, un rifiuto partorito dalla semplice casualità, li attrae e riscuote il loro consenso. Potrei sbagliarmi, certo, questa è solo un impressione che mi sono fatto leggendo certi commenti.

Che cosa c’è di male in tutto questo? Nulla se ci accontentiamo che sia il nostro odio/disprezzo a guidare la visione che abbiamo delle cose. Però io personalmente non credo che questo basti ad avere una visione più completa delle cose, anzi, credo che questo serva soltanto ad alimentare le sopra menzionate frustrazioni, negando allo stesso tempo ogni speranza a chi in realtà di questo avrebbe bisogno. Quando vedi tutto grigio e buio attorno a te o quando percepisci te stesso e gli altri come “un errore” non hai certo bisogno di chi la pensa come te e ti da ragione per stare meglio, anzi ciò che ti serve è credere in qualcosa che ti lasci anche soltanto un briciolo di speranza, un qualcosa che ti tiri fuori dal tunnel buio in cui sei finito e che ti spinga a fare qualcosa e a reagire. E questo lo so bene, perché ci sono passato anche io, molte volte.

Solo il tempo ci dirà quali effetti avrà sulla psiche delle persone questa teoria e se servirà veramente a renderle più consapevoli o se invece le getterà nello sconforto e nella desolazione che solo la conoscenza accoppiata alla mancanza di senso può dare.

2) LA RAGIONE DA SOLA NON BASTA

Molti dati raccolti a sostegno di questa teoria si dimostrano talmente inattaccabili e palesi (almeno per me così è) che non si può fare a meno di notare l’estrema obbiettività con cui vengono affrontati i vari temi che stanno a cuore al Cancrismo. L’analisi che viene fatta è talmente tanto incentrata sui dati scientifici da essere estremamente razionale poi nel trarre le conclusioni.

Dall’analisi che il Cancrismo fa degli eventi si denota anche un certo rifiuto verso ogni altro ambito che rifugga la ragione. Vengono tagliate fuori ad esempio la spiritualità stessa, che erroneamente viene accostata alla religione o al bisogno di astrazione, e viene tagliata fuori anche tutta quella visione della vita che non è fatta solo di indagine razionale e di raccolta di informazioni, per quanto le informazioni siano esatte e per quanto la ragione sia una parte fondamentale dell’esistenza. Ma la ragione non è la sola cosa di cui l’uomo è dotato e non è certo l’unica di cui l’uomo ha bisogno.

Come già detto sopra, il Cancrismo non si interessa minimamente di fornire un senso alle cose, ma si limita semplicemente a smontarle e a vederle per ciò che appaiono, estrapolandole dal loro vero contesto, quello più ampio. Questo non può fare a meno che rimandarmi a quella scienza meccanicista che ci ha spinti tutti quanti, nell’era moderna, a focalizzarci solamente sul contenitore e non sul contenuto, ovvero a giudicare e tentare di comprendere l’Universo solo sulla base di ciò che ai nostri sensi è manifesto o solo attraverso i dati che abbiamo a disposizione, ignorando qualsiasi altra cosa che non sia evidente o dimostrabile.

L’analisi fredda che viene fatta della comparsa dell’uomo sulla Terra, per quanto esatta e dimostrabile sia, non tiene conto di un’infinità di fattori che, anche se non possono essere altrettanto dimostrabili sono comunque una parte essenziale dell’Universo stesso.

3) DIO NON GIOCA A DADI CON L’UNIVERSO

Uno dei punti focali dell’analisi fatta dal Cancrismo è che la comparsa dell’uomo sulla Terra non sia altro che un “caso”, un brutto scherzo dell’evoluzione, un “esperimento finito male”. E qui ci si collega al caro vecchio Darwin e alla sua teoria dell’evoluzione.

In questo blog ho già espresso più volte i miei dubbi sul concetto di “casualità”, facendo notare come questa in realtà non avesse poi così senso come tutti quanti pensano.

Credere in un Universo generato dal caso è la stessa identica cosa che credere in una qualche divinità antropomorfa che con compasso e martello dà origine all’Universo. In entrambi i casi è soltanto un modo per spiegare un qualcosa che non abbiamo modo di capire. La casualità viene tirata in ballo infatti quando non si hanno altri argomenti a cui aggrapparsi, perché così almeno non si devono dare spiegazioni e ci si toglie un peso di dosso. “E’ successo, perché è successo?” la risposta giunge semplice: “E’ stato un caso!” e così ci si mette l’animo in pace e la ricerca della verità si interrompe.

Non è dimostrabile scientificamente l’esistenza della casualità, o meglio, non si può affermare con assoluta certezza che tutto sia originato e perpetuato dal caso. Quindi non capisco perché l’idea della casualità sia definita scientifica o considerata un fatto certo.

Non è necessario credere per forza in un Dio, inteso come nell’accezione classica del termine, per rendersi conto che in questo Universo esistono forze che vanno ben oltre la nostra comprensione e che da sempre la sua evoluzione è stata determinata da tali forze in un preciso ordine e verso una precisa direzione. Senza un certo determinismo, l’Universo stesso non sarebbe altro che un accozzaglia di “esperimenti” confusionari, contraddittori e fini a sé stessi… un disastro totale, insomma!

La casualità non può in alcun modo dare origine ad un qualcosa di ordinato e armonioso, solo la causalità può farlo. Perché per ogni passo avanti potrebbe verificarsene uno indietro in qualsiasi momento, e questo non farebbe altro che rallentare inutilmente l’evoluzione stessa, che invece è sempre stata relativamente veloce. Certo, molto probabilmente la casualità esiste, questo non lo metto in dubbio a prescindere… ma non è la casualità ciò che regge questo Universo e lo muove e se davvero esiste essa ha soltanto un ruolo marginale.

Il Cancrismo omette anche un fatto molto importante, anche questo non dimostrabile ma comunque percepibile da qualunque persona che abbia un minimo di sensibilità e di attenzione per ciò che lo circonda: l’inesorabile interconnessione che esiste fra gli esseri viventi.

Manca totalmente il concetto secondo cui tutto è interconnesso e collegato, si dipinge l’essere umano come un essere che inevitabilmente è stato “sputato fuori” da una misteriosa e non meglio identificata roulette, come se l’essere umano stesso non avesse mai avuto un ruolo o un origine già predefinita e causale.

L’Universo è pieno di pianeti come il nostro e anche se ancora non ne abbiamo trovato uno questo non significa che non esistano. Su parte di questi pianeti è molto probabile che vi siano esseri simili a noi, con un cervello o un sistema nervoso simile al nostro ed è altrettanto possibile che questi esseri vivano in civiltà. Solo questo dovrebbe bastarci per pensare che l’intelligenza non è “un curioso esperimento”, ma è un qualcosa che già si è ripetuto più e più volte nel cosmo. Se ne può dedurre che l’Universo è votato alla creazione di esseri intelligenti, c’è una forza misteriosa che spinge verso la loro comparsa ed un motivo ci sarà per forza… non può esser tutto un semplice gioco alla roulette!

Così come esiste una “selezione naturale” delle specie”, deve per forza esserci anche una “selezione naturale dei cervelli”. Se la selezione naturale delle specie serve per preservare tutte quelle specie che più si adattano all’ambiente che le ospita (ergo si “incastrano” alla perfezione), la selezione naturale dei cervelli serve per preservare tutti quei cervelli che riescono e possono adattarsi ad un non meglio precisato scopo, ovvero alla fine resteranno solamente quelle intelligenze che più si adattano, ovvero si “incastrano alla perfezione” con ciò che le circonda.

Il cervello dell’essere umano non è un “curioso esperimento nato dal caso” e forse bisognerebbe iniziare a prendere atto del fatto che esso esista per un fine ben preciso, anche se noi ora fatichiamo a comprendere quale sia.

4) IL CERVELLO NON PUO’ ESSERE NE’ BUONO NE’ MALVAGIO, ESSO E’ SOLTANTO UNO STRUMENTO COME UN ALTRO.

Il Cancrismo afferma anche che l’abnorme sviluppo del cervello umano sia un problema e un errore addirittura. Il nostro cervello insomma non è un qualcosa di cui andare fieri o di cui gioire.

Riguardo a questo punto si denota una certa contraddizione e un inevitabile paradosso… infatti per elaborare la teoria del Cancrismo si è dovuto necessariamente ricorrere all’uso del nostro cervello.

Ma se il nostro cervello è il male, è male dunque qualunque cosa esso partorisca? E se fosse così allora il Cancrismo non sarebbe altro che l’ennesimo (e forse ultimo) “errore” partorito dal nostro stesso cervello, non trovate?

Personalmente trovo che il Cancrismo su questo punto non faccia che assecondare il bisogno e il tentativo dell’essere umano di giudicare la realtà, separandola in bene e male. Ho già affrontato questo tema molte volte sul blog e chi mi segue sa già che questo non può portare molto lontano. L’Universo non può in alcun modo essere suddiviso in fazioni, niente di ciò che esiste nell’Universo può essere definito oggettivamente “malvagio” o “benevolo”, il bene o il male non sono proprietà della materia, quindi nulla che è materiale può esser definito giusto o sbagliato.

Il bene e il male sono solo il frutto delle scelte che compiamo e non sono delle proprietà di un oggetto o di una persona, ma piuttosto delle logiche conseguenze. Inoltre se consideriamo il bene e il male visti soltanto dal punto di vista (emotivo) umano non possiamo far altro che incappare in un grave errore di valutazione. Perché il punto di vista umano è soltanto un singolo punto di vista fra miliardi e miliardi di altri e non può in alcun modo avere una visione d’insieme completa.

Per questo motivo oggettivamente parlando non può esistere alcun “errore” in ciò che esiste, l’Universo non ha mai commesso errori… quindi non vedo perché dovrebbe cominciare ora con l’essere umano. Gli errori li commettono soltanto coloro che hanno libero arbitrio, ma la materia fine a sé stessa non è dotata di libero arbitrio, quindi qualunque cosa faccia questa non può essere considerata un errore.

Paradossalmente, è proprio il nostro cervello a convincerci dell’esistenza dell’errore e che vi sia un qualcosa di benevolo o di malevolo su questa Terra o nell’Universo stesso. Se la smettessimo di ragionare come esseri umani ci accorgeremmo dell’assurdità di certe nostre affermazioni e rideremmo del nostro stesso punto di vista.

Il cervello quindi, che non ha di per sé la capacità di decidere del suo destino o di quello degli altri, non può essere considerato un qualcosa di malevolo, di ingiusto, un errore. Alla fine è soltanto un ammasso di neuroni. E’ come dire che il pollice opponibile è il male, così come la lingua o il ginocchio. Non ha nessun senso!

E’ come dire che le ali degli uccelli sono sbagliate, un errore, perché tutti gli animali dovrebbero camminare e non volare e perché volare è un vantaggio evolutivo troppo alto. E’ assurdo, capite?

Ciò su cui realmente bisognerebbe concentrare la nostra attenzione è il fatto che, sebbene la materia non sia di per sé né buona né cattiva, essa può comunque portare a conseguenze positive o negative rispetto o verso un qualcosa/qualcuno in base all’uso che se ne fa. L’uso che noi facciamo della materia ci costringe ad ammettere che ciò che facciamo sia più o meno giusto o ingiusto, perché inevitabilmente ciò porta a delle conseguenze che poi noi possiamo riconoscere come negative o positive.

Siamo noi esseri viventi dotati di arbitrio, con le nostre scelte, a plasmare la materia, l’ambiente che ci ospita e la vita stessa che abbiamo o meno la possibilità di vivere. Gli esseri viventi sono co-creatori dell’Universo e tanto più hanno intelletto, tanto più possono modificare ciò che li circonda, in meglio o in peggio.

5) IL LIBERO ARBITRIO ESISTE ED OGNI ESSERE VIVENTE PUO’ APPLICARLO O MENO.

Il Cancrismo dubita anche dell’esistenza del libero arbitrio. Infatti secondo i sostenitori di questa teoria l’essere umano non avrebbe mai potuto comportarsi in modo diverso rispetto a come si è comportato. Quindi la devastazione dell’ecosfera è un evento che non poteva essere evitato o fermato in alcun modo. L’oppressione stessa dei popoli che avevano la fortuna di vivere ancora in armonia con la natura, anche questa non poteva essere evitata, perché l’uomo non ha fatto altro che seguire la legge del “pesce grosso mangia quello piccolo”, ovvero quello che secondo i fan di Darwin si chiama “legge del più forte”. Anche questo fatto l’ho smentito più volte nei miei articoli. Quella della legge del più forte è soltanto una leggenda metropolitana, inventata a tavolino per giustificare poi il capitalismo e altre amenità simili. Chi ha osservato per davvero la natura non può che rendersi conto del fatto che essa agisce più come una fitta rete le cui maglie sono intersecate, che non come un’arena da combattimento. Siamo noi a sceglierci il posto che abbiamo all’interno di tale rete, noi come esseri umani possiamo farlo in virtù proprio di quel cervello così sviluppato che abbiamo.

Altrimenti come si spiegherebbe l’esistenza di popoli che hanno vissuto per milioni di anni senza causare danno all’ambiente che li circonda?

Se davvero non vi fosse scelta per noi, allora tutti gli esseri umani della terra si comporterebbero allo stesso identico modo e non avremmo culture diverse o modi di percepire l’esistenza diversi.

Il fatto che una sola cultura si sia imposta sulle altre non significa niente, significa solamente che quella cultura ha scelto DELIBERATAMENTE di comportarsi in quel modo così come del resto anche gli altri popoli hanno scelto DELIBERATAMENTE di non lasciarsi accecare da folli desideri di possesso e di grandezza. Nessuno ha mai obbligato l’impero romano ad espandersi e fagocitare tutto, men che meno nessuno ha obbligato i conquistadores ad annientare le culture native del Centro America.

Il Cancrismo afferma che la cultura dominante non aveva scelta. Ma non è affatto vero… si ha sempre una scelta. Il problema è che non ci si ferma mai a pensarci e si agisce per ingordigia ed edonismo. Nessun popolo ha bisogno di conquistare e sottomettere gli altri per sopravvivere, se esistono le guerre è solo perché l’essere umano non si sforza minimamente di pensare alle conseguenze del suo agire e pensa soltanto a come avere sempre di più di ciò che ha. Questa è vero, è una vera e propria malattia… ma non ha nulla a che fare con la struttura del nostro cervello (che è neutrale, ricordiamocelo) bensì con la totale mancanza di determinati valori, di misura e di visione d’insieme che non necessariamente mancano a livello di specie, ma mancano soprattutto a livello individuale. Uno nasce in una determinata cultura e apprende come deve comportarsi seguendo l’esempio della comunità in cui è inserito. E’ logico che un’influenza esterna c’è sempre al nostro modo di agire e di pensare, però da qui a dire che non abbiamo scelta…

Il vero problema dell’essere umano non è affatto il suo cervello, anzi, soltanto attraverso un corretto uso del medesimo possiamo tutelare noi stessi e il pianeta stesso in cui viviamo, rendendolo persino migliore di quando siamo apparsi per la prima volta.

Il vero problema dell’essere umano è a livello culturale/mentale e non fisico/strutturale. La cultura e la mentalità in cui siamo inseriti ci impediscono di agire diversamente per paura, pigrizia, perché “si è sempre fatto così” ecc… ma questo non significa che non si possa fare. Non riusciamo a farlo perché non vogliamo farlo, siamo noi per primi che ci rifiutiamo di farlo, che facciamo la scelta di non fare e di lasciarci guidare dai nostri istinti più bassi perché così è “più semplice”.

Il nostro cervello non lo possiamo cambiare, ma possiamo cambiare il nostro modo di vedere le cose e il mondo. E questo è possibile, è una nostra scelta, una libertà che nessuno ci può toccare se noi per primi reclamiamo a gran voce il diritto di farlo. Se non reclamiamo questo diritto e ci lasciamo andare alla rassegnazione, allo sconforto e alla tepidezza, non possiamo lamentarci poi del fatto che non abbiamo scelta e che le cose vadano come vadano.

CONCLUSIONI

Perché ho scritto questo post? Non è nel mio interesse, come già ho accennato, screditare il signor Bruno Sebastiani o la teoria del Cancrismo, che comunque ha un suo perché e una sua validità.

Quello che ho voluto fare con questo post è ribadire la mia posizione in merito, posizione presa non per orgoglio o per interesse, ma bensì una posizione maturata nel mio piccolo dopo anni e anni di osservazione della natura e dopo anni di legame sentimentale e “mistico” con la stessa. Tutto ciò mi ha inevitabilmente portato a conclusioni opposte a quelle del Cancrismo, pur partendo dai medesimi dati raccolti.

Le motivazioni che mi spingono a non accettare in toto questa teoria le ho elencate e spiegate, spero abbastanza bene. Spero anche con questo post di aver fornito uno spunto di riflessione importante sia a chi sostiene e abbraccia questa teoria, sia a chi non sapeva nemmeno della sua esistenza.

Ritengo che l’essere umano, per quanto male si sia comportato, abbia ancora molto da offrire alla vita sul pianeta Terra. Basterebbe prendere atto del fatto che la nostra condotta è fortemente immorale nei confronti dell’Universo vivente, basterebbe anche soltanto provare a compiere scelte diverse, scelte che ci avvicinino un poco ad una dimensione spirituale dell’esistenza, per iniziare almeno il processo di cambiamento.

Basterebbe imparare ad usare il nostro cervello in modo diverso, imparare ad esempio a porlo al servizio della comunità biotica e non solamente e soltanto ad usarlo per emergere dal sistema vita e per servire noi stessi.

Ciò che davvero ci ha resi “Il cancro del pianeta” è il cattivo uso che abbiamo fatto del libero arbitrio che, indipendentemente dalle varie motivazioni, ci è stato dato. Sta a noi vedere questa cosa come un “dono”, una maledizione, o un “tragico errore del destino”… questo è totalmente soggettivo e tentare di stabilire la verità riguardo a ciò è inutile e una perdita di tempo. Rimane il fatto che sta comunque a noi decidere cosa fare di questo “dono” o di questo “tragico errore del destino”. E’ un po’ come nei fumetti della Marvel… è un po’ come aver ricevuto un super-potere.

Sta a noi scegliere ora come impiegare questo potere, possiamo scegliere di impiegarlo per aiutare gli altri (diventando dei super-eroi) oppure impiegarlo per servire unicamente noi stessi (diventando dei super-cattivoni) oppure ancora possiamo scegliere di non usare questo potere e rinunciare a quell’unica cosa che davvero ci rende unici in questo Universo, rinunciare a quel qualcosa che può darci un posto in questo Universo, un posto su misura per noi, un posto in cui essere felici essendo semplicemente noi stessi. Senza desiderare di essere qualcos’altro e senza vergognarsi o sentirsi colpevoli di essere ciò che si è.

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http://nuova-eden.blogspot.com/2019/10/riflessioni-sul-cancrismo.html

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