L’uomo, il cancro del pianeta

venerdì, 2 agosto 2013

dal blog “Nuova Eden”

Tempo fa, scherzando con un amico mentre guardavo Google Maps, dissi che “l’uomo è il virus del pianeta”. In un primo momento la cosa mi sembrò esagerata, ma ripensandoci bene mi sembrò proprio il termine appropriato. Più che virus, forse, sarebbe meglio dire cancro.

Infatti sebbene per certi virus vi è una cura, per l’uomo sembra proprio non vi sia alcuna soluzione a breve termine.
Proprio come per il cancro che sta diventando una malattia sempre più diffusa fra gli uomini e a cui, sembra, non vi sia ancora alcuna cura facilmente accessibile.

mappa 1…..mappa2

Osservate ora queste due immagini, apparentemente non hanno nulla in comune. Però se guardate bene nella prima immagine potrete notare una chiazza grigiastra che si espande in modo molto disordinato ricoprendo man mano le zone più verdi.
Affianco, invece, potete osservare un fungo parassita delle rose chiamato “ruggine della rosa”. La somiglianza è sconcertante.

E’ stato stimato che il pianeta oggi conta più di 7 miliardi di abitanti e che nel 2040 il loro numero potrebbe aumentare fino a 9 miliardi (il che equivale ad un aumento del 30% circa della popolazione in soli 30 anni). A cosa è dovuta tutta questa esplosione demografica? Sicuramente la diminuzione del tasso di mortalità è da attribuire soprattutto ai progressi nella medicina moderna e al costante rifiuto della morte sia da parte dei medici che dell’opinione pubblica (si pensi ad esempio al fenomeno dell’accanimento terapeutico e al rifiuto dell’eutanasia). L’altro fattore importante che ha contribuito in tutto questo è sicuramente il progresso tecnologico e l’incremento della produzione agricola a discapito però dell’ambiente e della fertilità del suolo. Ciò ci fa riflettere su come l’aumento della popolazione umana è inversamente proporzionale alla qualità dell’ambiente. Questo è dovuto al fatto che, nell’attuale situazione globale, il “progresso” è una bestia molto affamata e chi ne fa parte non può fare a meno di entrare in un grande circolo vizioso in cui più si ha e più si vuole e ciò inevitabilmente porterà alla distruzione del nostro pianeta.

Certo, alcuni potranno dire: finché il pianeta riesce a sostenerci a questo ritmo la popolazione crescerà, quando non potrà più farlo (es. impoverimento del suolo, disastri ambientali) la popolazione calerà da sola. Beh grazie!… qui si tratta solo di morire di una morte lenta e dolorosa oppure…. già oppure? Un suicidio di massa? No… nulla di simile!
La soluzione potrebbe essere più semplice di quello che si pensi. Ed è una soluzione che tutti possiamo adottare. Ho scritto “potrebbe” perché in realtà gli ostacoli ci sono, ma sono solo nella nostra mente, nella mente di tutti noi.

Ad esempio, se la mortalità è troppo bassa… che dire allora del tasso di natalità mondiale? La maggior parte dei governi e delle nazioni occidentali fanno pressioni affinché la gente comune faccia figli. E’ importante che lo facciano, altrimenti il sistema, così come lo conosciamo, non potrebbe funzionare (chi paga le pensioni e gli aiuti sanitari se non ci sono nuovi lavoratori? ecc…). E’ tutta una questioni di soldi, come sempre. La gente viene spinta a fare figli per assicurare che il sistema continui a funzionare. Una soluzione eticamente accettabile, quindi, potrebbe consistere in una politica per il controllo delle nascite fatta in modo serio… sebbene vi siano degli ostacoli nell’attuazione di un ipotetico piano globale (anche dal punto di vista della fattibilità).

Poi ci sono quelli che sostengono che nel nostro pianeta c’è spazio abbastanza per tutti. Ma ne siamo davvero sicuri? Nella situazione attuale (ovvero se si continua così come stiamo facendo ora) è questione di tempo prima che inizino a sorgere i primi problemi dovuti al sovrappopolamento mondiale. Il primo fra tutti, come ho scritto sopra, l’impoverimento del suolo dovuto alle pratiche agricole intensive. E se il suolo si impoverisce… cosa pensate che potremo dare alle generazioni future da mangiare?
Se tutti, dico tutti, cambiassero il loro stile di vita convertendosi a pratiche non solo più etiche e razionali ma anche più sostenibili forse, dico forse, spazio per tutti ci sarebbe per un bel po’ di tempo. Ma così facendo il problema sarebbe solo rimandato… che dire fra 200-300-400 anni? ci sarà ancora abbastanza spazio per tutti? Quando l’uomo si troverà a dover scegliere fra lui e gli altri abitanti del pianeta, cosa sceglierà? Sceglierà se stesso? Stolto, non sai che la tua vita dipende da quella degli altri esseri viventi? Cosa sceglierà dunque? una morte lenta e dolorosa nell’illusione… oppure una seria presa di coscienza della realtà?

Non so voi, ma io non credo proprio che valga la pena vivere in un mondo in cui si abbattono ogni anno sempre più alberi per costruire complessi di villette e appartamenti mentre sempre più ambienti incontaminati vengono “bonificati” per l’utilizzo agricolo intensivo nei paesi del terzo mondo.
Non credo proprio valga la pena vivere in un mondo in cui si spendono miliardi e miliardi di dollari per progettare la costruzione di colonie nello spazio, mentre il nostro mondo cade a pezzi.

Ma sapete che vi dico? Non tutti gli uomini sono il cancro del pianeta. Anzi, alcuni di essi sono proprio la Cura di cui il pianeta ha bisogno. Ma chi avrà la meglio? La Cura, oppure la Malattia? Sapete che vi dico? Finché ci saranno persone che si battono per un mondo migliore; finché ci saranno persone che si stupiscono al germogliare di un seme e finché i bambini succhieranno ancora il latte dal seno della loro Madre ci sarà ancora speranza, allora quella sì che sarà una vita che vale realmente la pena di essere vissuta.

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https://nuova-eden.blogspot.com/2013/08/luomo-il-cancro-del-pianeta.html

 

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