Dopo aver individuato nello sviluppo anomalo del cervello di Homo sapiens la causa di tutti i mali che affliggono la biosfera — vale a dire la cancerogenesi del tumore che ormai siamo diventati per il pianeta Terra — questo libro mette in luce i limiti che, ciononostante, contraddistinguono tale sviluppo anomalo. Oltre un certo livello di espansione, infatti, il nostro cervello non può spingersi; e sebbene sia riuscito a distruggere gran parte degli altri esseri viventi, non è in grado di ripristinare l’equilibrio degli elementi naturali che, nel corso di milioni e milioni di anni, si erano formati spontaneamente. E senza quell’equilibrio, la vita non può sopravvivere. Da qui la folle e disperata corsa alla ricerca di un’intelligenza più efficace della nostra, capace di ristabilire un equilibrio sostenibile per gli elementi della natura che non abbiamo ancora distrutto.
In questo saggio dettagliato, articolato in sei capitoli, l’autore esplora il ruolo dell’intelligenza umana nel processo di distruzione ecologica del pianeta, attuato dall’umanità nel suo affermarsi come specie dominante sulla Terra. I Limiti dell’Intelligenza è il quinto volume della serie Cancrismo, che si fonda sull’ipotesi secondo cui la crescita illimitata della specie umana — e la conseguente distruzione dell’ecologia terrestre — sia paragonabile alla diffusione di un cancro in un organismo precedentemente sano.
Sebbene il titolo del libro risulti decisamente meno scioccante e respingente rispetto a quello del primo della serie, Il Cancro del Pianeta, l’idea — esposta già nella prefazione — che l’umanità rappresenti una presenza cancerosa sul corpo di Madre Terra potrebbe scoraggiare alcuni lettori. Tuttavia, gli studenti di discipline scientifiche e i lettori più razionali noteranno come l’autore costruisca la propria tesi basandosi su solide fondamenta scientifiche e filosofiche. Attraverso analogie convincenti e dettagli medici relativi ai modelli di crescita cellulare, l’autore traccia parallelismi chiaramente percepibili tra l’espansione della specie umana sulla Terra e la formazione di tumori da parte di cellule cancerose negli organismi animali e umani.
Nell’analizzare questo legame tra intelligenza umana e distruzione ecologica, I Limiti dell’Intelligenza solleva diverse questioni correlate; tra queste, quella che probabilmente tormenterà maggiormente il lettore è se una tale distruzione sia, o meno, reversibile. Sebbene il sottotitolo del libro – «Perché possiamo distruggere la Natura, ma non possiamo ricrearla» – ne sveli in parte il contenuto, esiste la possibilità di raggiungere un equilibrio attraverso un impegno consapevole volto a limitare il ritmo del nostro progresso.
Pur contenendo frequenti riferimenti a importanti studi scientifici e testi filosofici, questa opera si mantiene concisa e ben focalizzata in ogni suo capitolo. I singoli capitoli sono piuttosto brevi; il più lungo è quello conclusivo, dedicato all’intelligenza artificiale. Tra queste pagine, il lettore scoprirà fatti sorprendenti – talvolta persino allarmanti – e recenti sviluppi in ambiti che spaziano dalla biologia cellulare allo sviluppo del cervello, fino alle innovazioni nell’informatica avanzata.
I Limiti dell’Intelligenza si colloca all’intersezione tra scienza ed etica, rivolgendosi tanto all’intelletto quanto alla coscienza. Spaziando in un ampio spettro di conoscenze – dall’ipotesi Gaia di Lovelock alla «volontà di potenza» di Nietzsche, il libro è pensato sia per lo studioso che per lo studente universitario, nonché per qualsiasi lettore curioso dotato di una conoscenza scientifica di base. Anche chi si interessa di attualità e politiche ambientali troverà in quest’opera una lettura significativa e quanto mai attuale.
traduzione della recensione di Ernest Dempsey per il sito statunitense Discovery